Gioco delle Faccine di SitoAperto
2° Manche


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Storia n. 1

La signorina Giusy

La signorina Giusy aveva ottant'anni e non era mai stata sposata. Una sera la sua vecchia amica Tere andò a trovarla. Tra un caffè e un biscotto iniziarono a parlare dei bei tempi andati quando la Giusy era ancora piacente - diceva lei - e la Tere non era ancora rimasta vedova. All'epoca l'una cercava uno straccio di marito e l'altra glielo avrebbe regalato volentieri.

La Giusy (era il suo punto debole), come la Perpetua di manzoniana memoria, iniziò a snocciolare la sua litania sugli spasimanti avuti in gioventù e sul motivo per il quale "lei" li aveva rifiutati:
- Filippo era un ubriacone (1), sempre in giro con quell'altro compare a scolare bottiglie. Antonio era un autentico mostro!! (2) Ascanio faceva il fotografo (3); figuriamoci... un fotografo!!! Giulio faceva continuamente le boccacce (4)...
- E pure la retrotrombetta - aggiunse ridendo la Tere che se lo ricordava bene.
- Quell'altro poi, Peppino, sempre a scavare nel naso (5) manco cercasse il tesoro di Barbapelata.

Frattanto la Tere contava sulle dita della mano ed avendo utilizzato per intero la sinistra, le dispiaceva mollare il biscotto che teneva con l'altra, per cui si intromise dicendo:
- Il mio Giovanni invece, pace all'anima sua, magari l'avessi conosciuto tu. Quello era un vero energumeno tutto muscoli. Quando era sobrio si allenava in palestra (6) e quando aveva bevuto menava me.
- Me lo ricordo. Però come te le suonava bene. Sembrava un violinista (7).
Le due amiche scoppiarono a ridere.

A questo punto lo sguardo della Tere fu attratto da una strana ciotola appoggiata sul piccolo organo che Giusy suonava di tanto in tanto. Nella ciotola colma d'acqua galleggiava un preservativo.
- Ohibò - disse la Tere - Cos'è questa novità?
- Adesso ti spiego. Stavo passeggiando in centro e ho trovato una scatolina per terra. Le istruzioni dicevano di metterlo sull'organo, tenerlo bagnato e avrebbe prevenuto le malattie. La cosa ti potrà sembrare strana ma da quando quella cosa sta lì non ho avuto neanche un raffreddore!

La povera Tere scoppiò in una sonora risata poi, da donna di mondo qual'era, si mise a spiegare all'amica la situazione cercando di trovare le parole giuste per quelle sante orecchie.
- Vedi Giusy; hai presente il cavolo, la cicogna...? Ecco quello serve per ammazzarli tutti!!!!!!!
- Ossignur!!!!! - esclamò la Giusy, avvampando all'improvviso e la Tere, che si divertiva un mondo, aggiunse per rincarare la dose:
- Adesso non puoi più dire di essere vergine; al massimo che sei "quasi vergine"!!!

La povera signorina Giusy rimuginò a lungo sulla situazione che forse neppure aveva afferrato bene poi, congedata l'amica, decise di uscire a fare due passi nonostante l'ora fosse ormai tarda.
Aveva proprio bisogno di un po' di aria fresca.
Un signore ben vestito, dall'aria signorile, le si fece incontro e dopo averle fatto un inchino le chiese educatamente: (8)
- Scusi lei è vergine?
- No, sono quasi vergine.
- Peccato. Non ci sono più le vergini di una volta. - disse andandosene alla ricerca di un altro collo nel quale affondare i suoi poderosi canini.

La signorina Giusy rimase per un po' a chiedersi se aveva perso un'altra occasione; forse l'ultima della sua vita. All'improvviso un altro uomo le si parò davanti. Aveva un aspetto strano, saltellava e sembrava spiritato (9).
Lei ebbe paura e stava già per girare i tacchi e andarsene in tutta fretta quand'ecco che... zacchete... l'uomo spalancò il suo impermeabile (10). La povera signorina Giusy guardò, barcollò e poi si accasciò al suolo in un languido infarto.

Storia n. 2

Il baretto sotto casa

C'è un baretto sotto casa mia che è diventato il mio rifugio! Noi clienti del baretto siamo quasi una famiglia! Quando mi sento allegro scendo al baretto, se sono un po' giù di corda scendo al baretto e trovo conforto alla sola presenza delle facce note... nonostante ci si parli molto raramente!

Quando si dice "la comunicazione emotiva"! Gli avventori abituali del baretto li ho stampati nella mente ormai, so tutto di loro, vizi e virtù.

I gemelli Rossano e Romano Schiappetta, per esempio (1), sono sempre su di giri: Rossano "tiene meno" l'alcool, lo si riconosce perchè ogni tanto stramazza al suolo! Il barista, che è un tipo dall'espressione impassibile (2), al primo accenno di "caduta" indica loro la porta senza proferire parola! Ma dà l'idea di farlo più per abitudine che per convinzione! Il barista è veramente unico: un soggetto da fotografare! (3)

Verso le 17, quasi ogni giorno, arriva il Lelu sosia un po' demodé di Elvis, che si scatena appena la radio emette qualche accenno di rock! (4)

Invece l'Alfonsino, figlio della signora Pergentina, se ne sta sempre appartato, anche perchè tutti lo evitano da quando è stato visto mettersi le dita nel naso (5) e inoltre c'è chi giura che abbia un alito pesantissimo (6).

Nonostante questo però l'Alfonsino incute una certa soggezione perchè da giovane suonava il violino (7) e soprattutto perchè si è guadagnato il rispetto di tutti per aver dimostrato di possedere un enorme coraggio! Successe una fredda sera di Dicembre, verso mezzanotte, entrò Dracula (8) infreddolito e dopo aver ordinato, con uno spiccato accento straniero, un punch al ginger molto rosso iniziò a molestare con fare strafottente l'Agostina, fidanzata del Giorgione, in presenza dello stesso! Nessuno di noi riusciva a muoversi, il terrore ci paralizzava (9), pure io, che sono un omone alto e robusto, mi sentivo un inetto di fronte a quella creatura orripilante! Dopo alcuni interminabili secondi, tra lo stupore generale, si alzò l'Alfonsino che, senza esitazione alcuna, si parò dinnanzi al bellimbusto e, dopo essersi aperto il cappotto e sbottonato i pantaloni, gli disse: "Ma va pirla, toh ciapa questo!"

Tutti vedemmo che sotto i pantaloni indossava un paio di mutandoni di lana a vita alta e sull'elastico della mutande si poteva chiaramente leggere: "Italians do it better!" (10)

Storia n. 3

La vera storia di Mercedes e Renault

C'era una volta...... (1)
"Un Re".
Niente affatto, c'era solo una volta (anche due o più).

Un giorno Mercedes incontrò Renault. Agli occhi di Renault Mercedes era come se fosse una extraterrestre (2). Renault si innamorò di Mercedes e decise di sposarla. Mercedes aveva una carrozzeria davvero fantastica: un bel paio di airbag proprio sul davanti e dei fari davvero stupendi. Era un piacere toccarle il cofano liscio. L'evento fu immortalato (3) da Skoda, un noto fotografo danese.

Con il passare degli anni Mercedes e Renault diedero alla luce alcuni bambini, alcuni capricciosi (4) e altri un po' tontarelli (5). L'asso della famiglia si chiama Twingo (tutto suo padre) e la sua sorellina Smart (vanitosa come la madre). Mercedes diede alla luce altre creature ma Renault non ne era il padre: nacque Ka e Mitsubisci.

"Mercedes, sei una toyota" disse Renault incavolatissimo, "passi le giornate in carrozzeria e al fitness (6) (e pure da qualche altra parte). Facciamo il punto della situazione e fatti venire un'idea. "L'idea ce l'ho ma non mi parlare di Fiat", rispose seccamente Mercedes: "mi sono innamorata di Ferrari, sento suonare (7) ancora i suoi motori e le sue gomme mordere (8) l'asfalto" e, di botto, scoppiò in una grossa risata (9).

Renault si rattristò e decise di divorziare e sposare Formula uno. In poco tempo rimase con un palmo di megane (10). Formula Uno era molto vanitosa; ogni volta che usciva uno stuolo di truccatrici le cambiava le gomme, e le truccava il musetto per non parlare del vestito con spallini sporgenti.

Renault incontrò il suo rivale Ferrari in giro per il mondo. Volle combattere a suon di sgommate per riconquistare la vanitosa Mercedes ai danni di Ferrari. Renault si ripetè che Mercedes era una gran toyota perchè di lì a poco si innamorò anche di Toro rosso.

Storia n. 4

Metamorfosi

L'altra sera il mio amico era proprio conciato male: ciucco come una biglia (1), con quel viso affilato da extraterrestre e la pancia da Buddha che si ritrova (2), continuava ad insistere per farsi fare un servizio fotografico "perché bello come me non c'è nessuno!", mi diceva.

Non vi nascondo il mio imbarazzo: cosa avreste fatto con un tale pazzo scatenato? Sentite un po':
- La foto! la foto! (3), ripeteva a squarciagola agitandosi come un matto (4).
- Va bene, va bene, ma adesso calmati!
- No, tu non capisci, è un momento speciale, sento che sto trovando la vera natura che è dentro di me (5)!

E' andata avanti così tutta sera: credetemi, volevo sprofondare dalla vergogna. Poi, nei giorni successivi, ecco la sorpresa: ha iniziato a prendersi cura di sé, si è iscritto in palestra (6), si è persino dato un'aria più culturale andando ai concerti di improbabili violinisti debuttanti con lo sguardo da morti di fame (7), insomma: è diventato un vero damerino (8). Eppure il mio sesto senso...

L'ho incontrato ai giardini. Seduti su una panchina, ci siamo messi a chiacchierare:
- Allora, come va?, gli chiedo.
- Bene, grazie! Sai, mi dice timidamente con un sorriso, l'ho trovata...
- Cosa hai trovato?
- Lei...

Ho un attimo di incredulità. L'ha trovata davvero (9)? la nuova fidanzata? vuoi vedere che la palestra, i violinisti e il papillon funzionano? E io che lo pensavo matto... mi pento un po' dell'idea che mi ero fatto di lui, in fondo è proprio un bravo ragazzo.
- Intendi proprio Lei con la elle maiuscola?
- Sì... Lei!

Lo vedo che si alza in piedi. Penso che stia cercando il portafoglio per farmi vedere una sua foto.
- Sì... Lei, la mia vera natura!, e di colpo apre l'impermeabile (10).

- Pronto, Psichiatria?

Storia n. 5

I° Roman Forum Sbronz Party

Quei due scapestrati di Aerogolfer e Coleporter erano finalmente riusciti a realizzare il tanto agognato 1° Forum Sbronz Party e se la stavano spassando alla grande (1).
- Scommetto che tu nemmeno ricordi... hic... quel bellissimo film di... hic... fantazienza... pardon... di fantascienza dove... hic... c'era un alieno che si chiamava... hic... ET (2).
- Seee... nun me lo ricordo?!... hic... e che me chiamo Aerogolfer... hic... sarai forse tu che te scordi... pure come te chiami...hic!
- Non cominciare... hic... come al tuo solito adesso... hic... e non stiamo a litigare. Sai che faccio? Ti immortalo con una delle mie super-foto (3) che non sarà come quelle del... hic... martin pescatore ma per lo meno degna della... hic... fototeca.
- Ah mbeh! Aspetta... hic... che me metto 'n posa. Va bene così?! (4)
- Aspetta un momento... hic... ho messo l'autoscatto... hic... ecco... arrivo... hic... (5)

Aerogolfer controlla la foto e si accorge della sua posa non molto elegante, per lui assolutamente inconsueta, ed esclama:
- Ma tu guarda!... hic... Devo rifarla... hic... Ma che te ridi e che stai pensando?!... hic... Mi stava solo prudendo una delle nari... hic... Ma che fai, Cole, ti stai... hic... addormentando?
- Ioooo?!...hic... ma che stai a scherza'?!...hic...
- Va bene, ho capito... hic... accendiamo un po' la TV... hic... che dovrebbe esserci un incontro internazionale di golf... hic...

Zap.
- No: queste sono le qualificazioni... hic... di sollevamento pesi (6).
Zap.
- No: questo è un concerto... hic... di Jascha Heiftz (7)... hic... vediamo un po'... hic... e no! Questo poi no: "Le nozze di Dracula"! (8) Stasera non ce prendo proprio... hic...

In quel momento suonano alla porta. Sono le due di notte. Cole si sveglia di soprassalto e guarda Aerogolfer con apprensione. Si avviano ambedue verso la porta.
- Chi è... hic... ?
- Sono un amico, ragazzi, apritemi. Vengo da lontano allo Sbronz Party.
I due, titubanti, aprono e: "Ooooooohhhh!!!" restano terrorizzati (9) dall'apparizione di un gigante intabarrato in una lunga zimarra (10).
- Chi... chi... sei... hic... ?!
- KIBRAAAAA!!!!!

Storia n. 6

Vatti a fidare dei fans!

La sbornia appena presa (1) mi faceva vedere cose strane, persino extraterrestri (2). In uno sprazzo di lucidità pensai di fotografare quello che credevo di vedere (3) ma il soggetto in questione appena inquadrato si mise a farmi le linguacce (4).

Mi soffermai allora a pensare e questo mi viene meglio se mi impegno in azioni di ricerca approfondita (5).

Pensai così di frequentare una palestra (6), naturalmente avrei dovuto ritagliare un po' di tempo fra il mio hobby preferito che era il suonare il violino (7) e il mio lavoro di spogliarellista che praticavo travestendomi da vampiro (8) e anzi, stavo giusto pensando di abbandonare questo mio ultimo lavoro visto l'esperienza traumatizzante che avevo recentemente vissuto (9).

Pensate, quello che si era dichiarato come un mio sostenitore mi aveva invitato a prendere un caffè quando, proprio mentre stavamo attraversando un giardino per recarci al bar lui si bloccò e mostrò di lui la parte peggiore (10).

Storia n. 7

L'amore è...

L'aveva conosciuta ad un party e dopo una decina di birre, tra un Vola Colomba e un Romagna mia Romagna in fiore, era già steso ai suoi piedi, pazzo d'amore (1).

Lui, Henry Blinn, HB per gli amici, era l'ambasciatore dell'emirato di Muratti ed era conosciuto come Muratti Ambassador. Lei, Diana Ebasta, una spagnola madrileira dal sangue caliente, era uno scorfano di donna neppure troppo intelligente che assomigliava più ad un extra-terrestre (2) che non ad un esponente del gentil sesso.

HB fece di tutto per sedurla. Si armò di Polaroid (3) e, dopo essersi messo in posa (4), si fece fotografare dal suo amico Peter Stuyvesant. Tappezzò tutta la città di fotografie con la scritta "DIANA ti amo". I passanti, davanti a quei cartelloni, si fermavano a scaccolarsi (5), poi appallottolavano il maltolto e lo lanciavano, facendo molla con l'indice sul pollice, in piena faccia ad HB, centrandone a volte il naso, a volte il mento, a volte la Gauloise. Stanco di vedere le sue foto imbrattate, HB urlava ogni volta: "Stop! Mi avete Rothmans!"

Però, tra un poster e l'altro, tra una caccola e l'altra, Diana si intenerì ed iniziò a mostrargli interesse, tanto da desiderare di essere più bella. Per migliorare il suo aspetto andò, per la prima volta in vita sua, dall'estetista e dal parrucchiere ed incominciò a frequentare una palestra (6) per rassodare i suoi muscoli mollicci, in particolare quelli del seno che già da anni avevano assunto la caratteristica forma "a cipolla": facevano piangere.

Gli amici incoraggiavano HB: "Vai, la Peer è maturata e tu te la Merit!" e lui capì che il momento era arrivato. Salì sulla sua Mercedes e, dopo aver ingaggiato un violinista tzigano (7) per una serenata, andò sotto il balcone di lei e si dichiarò:
- Sposiamoci! Andremo in crociera sul Marlboro, dall'Avana al North Pole. Poi ti porterò al mio Lido sul dorso di un Camel!
- Kim? Io? Oh, HB, sei veramente Galant!, rispose Diana.

Si sposarono da un pastore protestante, certo Philip Morris, un arcigno inglese del Kent, aderente all'MS, ora residente in Transilvania per motivi di lavoro (8). Testimone alle nozze furono i loro amici Linda e Victory.

HB era al settimo cielo: finalmente solo con la sua donna la prima notte di nozze! Ma... allucinante! (9) Nell'intimità del talamo nuziale Diana gli si mostrò di colpo (10) e lui capì che, spesso, l'amore è tutto fumo e niente arrosto.

pagina pubblicata
il 4 agosto 2007