Gioco delle Faccine di SitoAperto
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Storia n. 1

Stavo tornando a casa con una fame da lupo ansioso di mettermi a tu per tu con un bel piatto di bucatini all'amatriciana (1). Dopo cena mi sbragai sulla mia poltrona preferita (perché, poi, si dice sempre così? come se uno avesse una ventina di poltrone...) e non so perché cominciai a farmela sotto dalle risate, anzi ridevo tanto che caddi proprio dalla poltrona (2).

Aho! Non ci crederete... anzi ci crederete: mica me ricordavo (3) che cos'era che mi faceva tanto ridere... "Non sarà, per caso, in virtù delletà" pensai... e rimasi con il dubbio di aver pensato bene. Poi, a 'n certo punto, fui folgorato dal ricordo del fatto (o meglio del non fatto) (4).

Qualche tempo fa, ad una riunione di amici, conobbi un gran pezzo di figliola che si dimostrava, peraltro, piuttosto disponibile. Parlammo di tutto un po, del più e del meno e poi, inseroabilmente, ci inoltrammo in conversari più intimi e giunsi financo a strizzarle l'occhio (5) non molto elegantemente ma in senso sicuramente allusivo. Come? A cosa alludevo? Ma non è il caso, amici, orsù... chi di voi non ha realizzato? Nessuno? Ah, vabbeh!

Le cose andarono così: accompagnandola a casa, le comprai dei fiori e, porgendoglieli (6), le chiesi se, per caso, non le sarebbe piaciuto venire da me per vedere la meravigliosa collezione di lepidotteri che mi hanno reso famoso nell'àmbito internazionale dei collezionisti. Oh, rega', mi rispose che erano anni che desiderava vedere da vicino delle farfalle... anche se morte!

E fu così che finimmo a casa mia e, dopo un attentissimo esame della meravigliosa collezione, ambedue piuttosto stanchi e ancora presi dall'effetto dei drinks ingurgitati alla festa degli amici, ci appoggiammo al divano, a due piazze, del mio salotto. Fu qui che accadde il misfatto.

Quale misfatto? Ma allora volete sapere tutto...! Niente... probabilmente per l'intensa giornata lavorativa, probabilmente per i fumi dell'alcool, stralunato dalla stanchezza (7) caddi, nel tempo di un batter di ciglio, in un sonno profondissimo... 'na catalessi. E lei? Embeh, lei... non potendo tornare a casa sua da sola a causa dell'ora tarda, penso che abbia finito per contare le pecore (8) al fine di conciliarsi con il sonno...

Come è finita? E' finita che, qualche tempo dopo, un peone (9), esperto sia in sonno che in amore, mi dette una lezione... teorica, ragazzi, teorica (10) di come sarebbero dovute andare le cose.

Storia n. 2

Questa storiella la faccio iniziare con un pranzetto (1)! Ma dai non farmi ridere (2), proprio tu... non eri a dieta (3)? Oddio è vero sono a dieta (4)! Beh, il cibo in fondo è solo uno dei piaceri della vita... ti pare (5)? Sì abbiamo capito, non c'è bisogno di descrivere tutto adesso... vanno nella casetta ecc. ecc. ecc. sappiamo benissimo cosa è successo (6)! E' inutile che mi guardi a quel modo (7)! Uffa allora cosa vuoi, la solita favoletta con le pecorelle saltarelle (8)? Che so, racconta di un gringo leggendario e fascinoso (9)! Fammi rileggere (10) che cosa ne è uscito: una boiata pazzesca!

Storia n. 3

Tutto era cominciato nel più banale dei modi: con il classico invito a cena (1). Perché si sa, l'uomo è cacciatore... il lupo perde il pelo ma non il vizio... e cosa non si farebbe per conquistare la "bonazza" di turno?

Allora si comincia con la solita cenetta romantica in un ristorante elegante e carissimo, perché lei non pensi che sei un morto di fame. Ci si dimostra spiritosi e brillanti, perché i sondaggi dicono che la donna vuole un uomo che la faccia ridere (2). E mentre lei pasteggia a ostriche, caviale e Champagne ti chiedi se dopo che avrai pagato il conto ce la farai ad arrivare al prossimo stipendio (3) e ti stramaledici per non averla portata alla trattoria "Dal Mozzarellaro" (4).

Ma poi la guardi, e lei è così bella, e dolce, e ti guarda in un modo... e tu capisci che la realizzazione del tuo scopo è a portata di mano (5). Così ti lasci beatamente affondare (6) nel vortice di quella che tu credi essere una delle tue solite avventure, finché ti rendi conto che... opps! qualcosa non gira nel verso giusto (7). Hai visto mai che stavolta non sia la pecorella ad avere l'intenzione di "papparsi" il lupo? (8)

E ne hai la drammatica conferma il giorno in cui lei ti informa che ha sempre sognato di fare il viaggio di nozze in Messico (9) e, senza sapere come ci sei arrivato, ti ritrovi emozionato e felice davanti ad un prete (10) che sta pronunciando le fatidiche parole "Vi dichiaro marito e moglie".

Storia n. 4

"Alè, ragazzi, facciamoci una bella spaghetta. A me abbondante!" (1)
Dopo qualche bicchiere di vino e risate non stavo più nella sedia (2).

Ad un tratto rimasi basito (3).
"Accidenti" pensai, "è l'anniversario di matrimonio" (4)

"Ragazzi, devo scappare a casa, ho un impegno urgente". Ammiccai all'amico e uscii dal ristorante. I negozi erano chiusi e non potevo arrivare a casa senza niente. Andai alla stazione delle FF.SS. e comprai un mazzetto di rose rosse, quelle da poco; giusto per non presentarmi a mani vuote a casa.

Bussai alla porta e la mia dolce metà mi accolse con entusiasmo e andammo a "riposare" senza passare dalla cucina (6). La mattina non ce la facevo a aprire gli occhi (7), mi riaddormentai senza aver bisogno di contare le pecore (8). Sognai di essere in Messico (9). Consultai la guida Michelin (10) per andare in vacanza con la mia Muchacha.

Storia n. 5

Cosa potrebbero fare i partecipanti del Gioco delle Faccine per ingannare il tempo?

Krilù - immagino - preparerebbe qualche manicaretto (1), Kibra si farebbe una bella risata (2), la Dila si tormenterebbe di domande (3), cosa invece del tutto inutile per Diska che sa tutte le soluzioni (4)! Jan farebbe l'occhiolino a una ragazza (5), non sia mai che finisca in gloria (6). Mar, che ha qualche difficoltà a far passare il tempo di notte quando non riesce a dormire (7), si farebbe contare da Lauretta le pecorelle (8). Damila si fumerebbe un bel sigaro (9) e Coleporter di sicuro leggerebbe un bel libro (10).

Cosa farebbe il buon Belloni? non lo so, ma è esattamente quello che sto per fare anch'io: non lo so!

Storia n. 6

Bene bene. Stasera spaghettata con gli amici (1); quattro chiacchiere tra uomini, quattro risate (2) evvaiiiii.
Arrivo al ristorante per primo, di Sergio e Anselmo per ora nemmeno l'ombra.
Entro. Si avvicina una bella figliola, viso sorridente...
- Ma ciaooooo...
- Ehm, ciao.

Chi sarà mai dico tra me e me (3). Da tempo ho smesso di pensare che magari ci sta provando; ormai penso solo che mi devo essere rimbecillito per dimenticarmi "questa qui". Ohibò!! E mentre mi affanno a cercare di ricordare dove posso averla già vista... forse una amica di mia figlia che magari mi ha presentato?... o una collega della moglie?... o la vicina di ombrellone a Ladispoli... no no NOOOOOO e allora... che figura!!!! E mentre sono lì che mi aggrappo alle nuvole ecco arrivare Anselmo e Sergio.
- Ma ciaoooo - fa loro la ragazza.
- (4) Ah beh... se è così... scampato pericolo. Il rimbecillimento senile può attendere il prossimo tram (5).

Questo strano comportamento della cameriera ha però incuriosito anche gli altri.
- Pensa un po'. Domani è il compleanno di tua moglie. Perché portare a casa il solito mazzo di fiori? (6) Invitala in questo ristorante e appena entri... eh eh... tieni pronta la macchina fotografica per fare un primo piano a tua moglie (7). Sai che ridere... E poi, per fare la pace, come due sposini, si fa la notte in bianco e... non certo a contare le pecore per l'insonnia (8).

Detto fatto. L'indomani accompagnato dalla dolce metà ritorno nello stesso ristorante.
Entriamo e ci viene incontro un fustacchione vestito da messicano (9).
- Ma ciaooo...
E io che ero pronto con la macchina fotografica... Ho capito va, vediamo il menu (10) Tortillas, fagioli... un momento! ... "ma ciaooo" lo diceva a mia moglie o a me???

pagina pubblicata
il 13 dicembre 2007