Gioco delle Faccine di SitoAperto
Manche di prova


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Damila

Nel paese di Bel Re, in provincia di Imperia, (1) c'era un ragazzo tanto assennato e studioso (2) quanto timido e impacciato, innamorato pazzo di Sara, un diavolo (3) di ragazza che lo faceva uscire di senno (4).

Nel paese di Bel Re tutti i nomi degli abitanti iniziavano per Bel. Quando il ragazzo nacque, i suoi genitori, non sapendosi decidere (5) tra Belisario, Beltrami e Belardo, scelsero infine di chiamarlo Beltempo perché quel giorno di mezza estate il sole brillava come non mai sopra il solatio paese, quasi in segno di buon auspicio per il neonato.

Beltempo, però, era diventato molto infelice per i continui rifiuti dell'algida Sara che lo teneva sempre sulle spine e lo derideva come uno spaventapasseri (6).

Nonostante tutto, lui l'amava a tal punto che la vedeva brillare più di una stella (7) e non si accorgeva che, in realtà, era più volubile e lunatica della luna (8).

Alla fine, decise di darle un ultimatum. Le regalò una scatola (9) in cui mise due fazzoletti, uno rosso ed uno verde e, porgendola, le disse: "Usa questi fazzoletti come se fossero un semaforo. Domani passerò sotto casa tua. Se avrai deciso di amarmi e divedere con me la tua vita, appenderai al balcone il fazzoletto verde, in segno di via libera. Se, invece, non ne vorrai più sapere, appenderai quello rosso ed io capirò".

L'indomani, Beltempo passa sotto il balcone di Sara e che vede? Il fazzoletto rosso! Una doccia fredda gli avrebbe fatto meno male; il mondo gli crolla addosso e Beltempo decide di farla finita. Manda un ultimo bacio (10) alla sua adorata Sara, estrae dalla tasca una rivoltella, preme il grilletto e.... muore.

Finale della storia: "rosso di sara, beltempo si spara".

Mar

Un Re (1) leggeva tutto il giorno (2) ma era talmente tonto che non capiva niente! Per questo motivo si arrabbiava (3)! Dopo solo 5 minuti di lettura era già mezzo rintronato (4) e il tapino si chiedeva: "Ma perché?" (5)

In realtà questo fatto era dovuto all'incantesimo di una strega malvagia (6) che gli risucchiò tutti i neuroni al momento della nascita!

La fata Stellina (7), molto buona ma assai brutta, era dispiaciuta nel vedere il Re tanto triste e decise di fargli un regalo!

Una notte di luna (8) si recò al palazzo del Re e bussò tre volte alla sua porta!

Il Re incuriosito da quella visita notturna andò di persona ad aprire il portone! Per poco non svenne dallo spavento vedendo quell'orrenda creatura e stava per cacciarla quando Stellina con voce soave esclamò: "No aspetta, apri questo pacco (9), è per te!"

Il Re, che era assai curioso, aprì immediatamente il pacco e con stupore vide che conteneva solo un biglietto su cui era scritto: "Sei solo un secchione senza cervello, bacia Stellina qui sul cancello!"

"Coraggio, disse Stellina, che aspetti"? Il Re molto riluttante chiuse gli occhi e baciò (10) la brutta fatina!

Grande fu la meraviglia quando li riaprì: una stupenda creatura stava di fronte a lui e istintivamente si mise a cantare: "Stellina Stellina Stellinaaa ti voglio al più presto sposar, oh mia bella gnocca no non mi lasciaare, non mi devi rovinaare o no no no noooooooooooo!"

Stellina molto emozionata rispose...........: "Io con te? Manco morta!" E senza mai più voltarsi indietro se ne andò ondeggiando sui tacchi a spillo!

Coleporter

Un re (1) lesse (2) un giorno tra le profezie degli antichi che un demone (3) stava per trasformare tutte le donne in cozze bestiali (4) per far sì che gli uomini non si accoppiassero più ed il mondo finisse.

Il re pensò e ripensò a come poter evitare la fine dell'umanità ma non sapeva cosa fare (5) finchè non arrivò uno strano individuo (6), che in realtà era un mago amico della Befana, il quale lo tranquillizzò.

Il mago salì su di una scopa, prestatagli dall'amica, andò prima su una stella (7) e poi sulla luna (8) e da ambedue raccolse delle pietre magiche che mise in un pacchetto (9) e portò al re.

Erano delle pietre che irradiavano Amore.

Il re le fece mettere su un'antenna che le diffuse su tutta la terra.

Da quel momento in poi i baci (10) nel mondo furono proprio tanti e si registrò un notevole aumento demografico.

Jan

Cocca, me la dai o no?

Cocca, Albi Cocca, è la moglie del re (1) delle confetture.

Dopo 10 anni di studi (2) non aveva ancora imparato a fare la marmellata.

Avevo un diavolo (3) per capello, sembrava mi prendesse in giro come fanno i pagliacci (4,5) e in più mi raccontava un sacco di bugie (6).

Le dissi che per quanto avesse studiato anche la notte, sotto le stelle (7) e con la luna (8), non sapeva regalarmi (9) una confettura fatta a dovere.

Finalmente me la dette e la ringraziai con un bacetto (10) e senza sborsare neppure un centesimo.

Cocca me l'aveva data.

La Dilettante

C'era una volta un Re (1), che aveva tre figli. Il primo era saggio e sapiente, sempre intento a leggere e studiare (2); il Re era fiero di lui, se non fosse che era così preso dalle sue letture da non sapere mai cosa stava succedendo sulla terra. Il secondo era un vero diavolo (3), dispettoso con tutti: il Re aveva cercato più e più volte di educarlo alle buone maniere, ma non c'era stato niente da fare. Il terzo, il piccolo di casa reale, era un ragazzo per bene ma si divertiva a fare il giullare (4): tutti gli volevano bene ma la sua finta scempiaggine era il cruccio del Re.

Il Re sentiva che aveva a lungo regnato e che si stava avvicinando il tempo di dividere il regno tra i suoi tre figli. "Ma come fare?" (5) - si chiedeva il Re - uno è sempre con la testa tra le nuvole, il secondo farebbe solo guai, e il terzo, ah se solo avesse un po' più di sale in zucca!

Così il Re si mise in viaggio e andò a trovare un'anziana donna - alcuni dicevano fosse una strega (6) - che viveva in un lontano villaggio: aveva più di cento anni e ne aveva viste talmente tante che venivano da tutti gli angoli della terra per ascoltare i suoi consigli.

Il Re le raccontò la situazione. La donna lo ascoltò in silenzio e poi gli disse: "Da tempo aspettavo la tua visita, e a lungo ho riflettuto sul da farsi. Ecco il mio responso. Al primo dei tuoi figli lascia in eredità le stelle (7) affinché ne possa studiare il percorso nel cielo, e possa così aumentare il suo e il nostro sapere. Al secondo dai la luna (8) e tutti i pianeti: cercherà lassù qualcuno a cui fare dispetti e - credimi - cercherà molto a lungo. Per il terzo, ecco... per il terzo ho preparato questa scatola magica (9), che contiene quello che gli manca per far di lui un buon Re qui sulla terra."

Il Re ringraziò con un bacio (10) la donna per la sua risposta. Decise di ascoltarne il consiglio e tutti vissero felici e contenti.

Krilù

Oggi mi sento un re (1).

Finalmente una giornata tutta per me, senza l'assillo del trillo petulante della sveglia, che sadicamente ogni mattina mi strappa al mondo dei sogni. Che bello non dovermi tuffare nel caotico traffico cittadino! Che bello non dover ridere alle insulse storielle del mio capo! Che bello non dover ingurgitare il solito pasto-mensa unto e colloso; oggi esulterà anche il mio fegato.

Mi si prospetta una giornata di completo relax e potrò finalmente dedicarmi al mio hobby preferito; ho giusto comprato l'ultimo romanzo di Camilleri e ancora non sono riuscito ad andare oltre il primo capitolo (2).

E' pomeriggio inoltrato e, ancora in pigiama, ciabatte e barba lunga, me ne sto beatamente accoccolato nella mia poltrona preferita, immerso nella lettura, quando un diavoletto (3) fastidioso mi pungola la mente. E' un'idea indefinibile e inafferrabile, che non riesco a scacciare e che continua a ronzarmi in testa come un'ape petulante.

Ohmmmmmiodddiiiioooooo! (4) Ecco cos'era: oggi è il compleanno di Polly!

Polly è la mia ragazza, che in realtà si chiama Apollonia, ma volete mettere quanto è più chic Polly?

Polly è adorabile ma, chissà perché, ha la strana abitudine di parlare di me con le sue amiche definendomi "quel brutto bastardo". Avete idea di come potrebbe definirmi a cominciare da domani? (5) ... perché Polly è adorabile, sì ...ma quando è arrabbiata, ma proprio arrabbiata, sa trasformarsi in una vera strega (6).

Devo immediatamente correre ai ripari. Più veloce della luce - spariti pigiama, ciabatte e barba lunga - mi trasformo in un vero Lord Brummel e organizzo una seratina romantica per la mia dolce Polly.

Così la mia giornata iniziata con la prospettiva di un completo relax termina con una cenetta a lume di candela sotto le stelle (7) mentre curiosa la luna (8) sbircia per capire che ci sarà mai stato in quel minuscolo pacchetto (9) che ha indotto una riconoscente Polly, con gli occhioni luccicanti lacrime di commozione, a gettarmi le braccia al collo e stamparmi un grosso bacio (10).

Adesso sì che mi sento un re!

Kibra

C'era una volta un Re (1) piuttosto fannullone, così fannullone da non aver mai letto nemmeno un libro (2) in tutta la sua vita. Questo Re era, a insaputa di tutti, posseduto da uno spirito dispettoso, un vero e proprio diavoletto (3). Era lo spirito della lavandaia stralunata (4) che avendo tanto faticato in vita si era ripromessa di vendicarsi dall'aldilà impossessandosi del corpo di tutti i potenti per ridurli al rango di straccioni in conseguenza di un comportamento da fannullone da lei indotto. Così fu che toccò proprio al Re della mia storia provare per primo questa sciagura. Voi forse vi starete chiedendo perchè proprio a lui? (5) Non si sa; fatto sta che dopo anni di assoluto ozio il nostro Re venne deposto dai suoi sudditi e si ritrovò a fare il barbone (6) per le strade del regno che una volta era suo. Aveva smarrito la sua buona stella (7) e ora non gli rimaneva che vivere la sua nuova condizione che seppur difficile sotto l'aspetto concreto, gli permise di meglio coltivare l'aspetto spirituale e intellettivo. E' così che ogni tanto trovandomi a passare per una certa strada di un certo paese mi capita di incontrare il Re deposto che racconta i suoi pensieri a volte tristi a volte leggeri, altre volte profondi ma sempre intensi; come unico spettatore la luna (8). Unica consolazione il regalo (9) che non manco di portargli ogni volta che di là mi trovo a passare.

Con questa storia non volevo dire niente di particolare, non è niente di speciale e forse nemmeno degna di partecipare però... si, c'è un però ed è che proprio questa storia mi da un'occasione in più per mandare a tutti voi un bacio (10) carico d'affetto. Ciaoooooooooooo.

pagina pubblicata
il 9 aprile 2007