La Commissione europea e le autorità di vigilanza del mercato hanno diffuso i risultati dell'”Indagine a tappeto” 2026 sulla sicurezza dei prodotti. Nel corso dell’indagine è stato verificato il rispetto di alcuni requisiti del Regolamento (UE) 2023/988 (GPSR) nelle offerte pubblicate sui mercati online, con un focus specifico sui prodotti per l’infanzia e per le attività sportive.
Il confronto con il 2025 mostra un miglioramento delle percentuali di conformità agli obblighi, anche se rimangono alcune criticità.
Seconda edizione dell’iniziativa “Indagine a tappeto” nel 2026
Per garantire una migliore applicazione delle norme dell’UE in materia di sicurezza dei prodotti, il GPSR ha introdotto all’articolo 32 un nuovo meccanismo di controllo coordinato e simultaneo, l'”Indagine a tappeto”. L’indagine 2025 è stata la prima occasione in cui le autorità nazionali di vigilanza del mercato del Consumer Safety Network (CSN) hanno condotto un’operazione di questo tipo, coordinata dalla Commissione europea. Il CSN ha svolto un ruolo centrale nell’iniziativa: è, infatti, il gruppo consultivo di esperti presieduto dalla Commissione europea, composto da rappresentanti nazionali delle amministrazioni degli Stati membri e dei Paesi EFTA/SEE competenti in materia di sicurezza dei prodotti.
Rispetto al 2025 è stato ampliato l’ambito dei controlli, includendo oltre agli articoli per l’infanzia, focus della prima edizione, le attrezzature da palestra. Inoltre, alla luce delle criticità emerse nel 2025, le autorità hanno scelto di approfondire il controllo sugli operatori indicati come responsabili nell’UE, verificando non solo la presenza del loro nome nell’offerta, ma anche l’effettivo rispetto degli obblighi previsti dal GPSR.
Cosa è stato analizzato e quali controlli sono stati effettuati
La campagna dei controlli è stata realizzata tra il 15 maggio e il 7 luglio 2026 e ha coinvolto tutti gli Stati membri.
Sono state analizzate 1.681 offerte di cui:
- 1.071 offerte di articoli per l’infanzia, ad es. biberon, ciucci, seggioloni, passeggini, salvagenti gonfiabili
- 610 offerte di attrezzature da palestra, ad es. corde per saltare, racchette, vogatori, biciclette.
Le offerte pubblicate sui mercati online erano presenti su 35 piattaforme diverse, di cui 5 classificate ai sensi del Digital Services Act (DSA) come piattaforme online di dimensioni molto grandi (VLOP), cioè piattaforme che raggiungono oltre 45 milioni di destinatari attivi al mese nell’UE.
Le autorità hanno effettuato:
- controlli formali sulla presenza di informazioni dovute relative al fabbricante, all’identificazione del prodotto e al responsabile nell’UE
- controlli approfonditi sulla figura del responsabile del prodotto nell’UE
- verifiche sulla registrazione dei gestori delle piattaforme sul Safety Gate e sulla corretta indicazione dei punti di contatto per le autorità e per i consumatori.
Le autorità, infine, hanno trasmesso i risultati ai gestori delle piattaforme, anche sotto forma di specifici provvedimenti – ove necessario -, monitorando le conseguenti reazioni dei gestori delle piattaforme.
I risultati positivi: aumenta il livello di conformità agli obblighi
Dall’indagine emergono miglioramenti di alcuni parametri rispetto all’indagine precedente. Si tratta in particolare:
- delle informazioni sul fabbricante (previste dall’articolo 9 del GPSR). Nel 2026 l’81% delle schede dei prodotti è risultato conforme ai requisiti del GPSR, rispetto al 52% del 2025. Le offerte riportavano quindi nome, ragione sociale o marchio del fabbricante, il suo indirizzo postale ed elettronico
- delle informazioni relative al responsabile nell’UE (previste dall’articolo 16 del GPSR). In questo caso la conformità delle schede dei prodotti è passata dal 68% del 2025 all’82% del 2026
- della registrazione dei gestori sul portale Safety Gate con l’indicazione di un punto di contatto per l’autorità e per i consumatori, requisiti previsti dall’articolo 22 del GPSR. Il 91% dei mercati online è risultato conforme all’obbligo di registrazione sul portale e all’indicazione del punto di contatto per ‘autorità contro il 53% dell’anno precedente. Il 100% ha designato un unico punto di contatto per i consumatori, rispetto al 64% dell’anno scorso.
I punti critici: rilevate lacune e situazioni critiche
Nonostante i progressi rilevati, il report segnala come questi rimangono disomogenei tra le diverse piattaforme e inserzioni.
A livello di controlli formali, l’indagine ha evidenziato che solo il 58% delle schede dei prodotti riportava in modo completo tutti i tre elementi informativi verificati: dati del fabbricante, dati del responsabile nell’UE, identificazione del prodotto.
Sono emerse criticità anche durante i controlli approfonditi sulla figura del responsabile nell’UE. Il report 2026 evidenzia infatti come “solo nel 22% dei casi i responsabili UE sottoposti a verifica hanno ottemperato cumulativamente alle richieste delle autorità di vigilanza del mercato, hanno confermato di essere effettivamente i responsabili UE e hanno adempiuto agli obblighi loro incombenti ai sensi dell’articolo 16 del GPSR”.
Infine, le autorità di vigilanza hanno rilevato la ricomparsa sulle piattaforme di 49 su 401 prodotti pericolosi o con informazioni non conformi o incomplete, oggetto di specifici provvedimenti e per i quali i gestori avevano comunicato alle autorità l’avvenuta rimozione delle offerte.
Cosa insegna l'”Indagine a tappeto” 2026 alle imprese?
L’indagine mostra chiaramente come completezza, chiarezza e correttezza delle informazioni siano requisiti fondamentali per la conformità GPSR.
Le imprese che vendono attraverso marketplace devono quindi verificare con attenzione che ogni offerta riporti in modo completo e facilmente accessibile tutte le informazioni necessarie e i soggetti che svolgono il ruolo di responsabile nell’UE devono essere in grado di dimostrare l’effettivo svolgimento degli obblighi previsti dall’articolo 16.
Infine, l’indagine è in linea con la strategia della Commissione “Una serie completa di strumenti dell’UE per un commercio elettronico sicuro e sostenibile” per contrastare l’ingresso di prodotti non conformi, contraffatti o pericolosi che minacciano la salute dei consumatori, l’ambiente e la competitività delle imprese locali. Questo suggerisce che il controllo delle vendite online potrebbe essere destinato a diventare sempre più strutturato.
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