Il 2 aprile scorso ECHA ha tenuto il “Forum stakeholder workshop: results of the REF-11 enforcement project on safety data sheet” per presentare i risultati e le raccomandazioni derivanti dal progetto REF-11 relativo alle ispezioni europee sulle schede di sicurezza.
Il progetto REF-11 è stato condotto nel 2023 a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2020/878 che ha modificato l’Allegato II del Regolamento REACH (CE) 1907/2006.
Con il nuovo Regolamento sono state introdotte nuove sottosezioni in alcune sezioni della SDS con la conseguente necessaria revisione di tutte le SDS per le sostanze e le miscele immesse sul mercato UE/SEE.
Il principale obiettivo del REF-11 è stato la verifica del grado di conformità delle SDS ai nuovi requisiti. Allo stesso tempo il progetto ha voluto determinare “la plausibilità/correttezza delle informazioni nella SDS in merito alla classificazione, alle misure di gestione del rischio e alla coerenza dei contenuti” (ECHA).
I dati del REF-11 a livello europeo
Il progetto REF-11 si è basato sull’esame di 2.528 SDS. Le aziende le cui SDS sono state esaminate sono prevalentemente piccole e medie imprese (63%) e hanno ruoli differenti lungo la filiera produttiva: distributori (1.006 aziende, pari al 40%), produttori (714, 28%), utilizzatori a valle (664, 26%) e importatori (144, 6%).
Complessivamente, la percentuale di non conformità rilevata è stata del 35%. Si tratta di un valore che, per quanto migliore rispetto al passato, deve essere preso come ordine di grandezza – sottolinea Abdulqadir Suleiman del gruppo di lavoro REF-11 – in quanto può essere stato influenzato dal fatto che gli ispettori di alcune autorità hanno controllato alcune sezioni e non altre.
Quali tipologie di criticità sono state rilevate nelle SDS europee?
Il workshop ha evidenziato sia gli aspetti postivi, quali l’elevata percentuale (95%) di SDS attivamente fornite, sia le aree in cui le SDS possono e devono ancora migliorare.
Le aree di miglioramento della qualità dei contenuti sulle quali occorre ancora intervenire riguardano in particolare le nuove informazioni sulle nanoforme, sugli interferenti endocrini e le informazioni più estese relative alle proprietà chimico-fisiche. In questi casi – riferisce Abdulqadir Suleiman – gli ispettori hanno rilevato criticità nel modo nel quale le informazioni vengono riportate. Nei casi in cui erano dovute informazioni su autorizzazioni e restrizioni, inoltre, gli ispettori hanno rilevato mancanze o imprecisioni.
Abdulqadir Suleiman osserva come ci siano ancora margini di miglioramento e come ci sia bisogno di una maggiore consapevolezza in merito a come una SDS debba essere elaborata per rispondere ai requisiti di correttezza.
Quali sezioni delle SDS europee devono essere migliorate?
Le Sezioni delle SDS in cui sono emerse le maggiori criticità sono le Sezioni 1, 2, 3, 8, 9, in cui le informazioni sono risultate mancanti, limitate o errate. Sono state rilevate anche informazioni non specifiche, come quando viene indicato l’uso di guanti senza specificarne la tipologia. Sono state inoltre rimarcate carenze di coerenza interna nella SDS, situazioni che si presentano ad esempio quando una sostanza viene classificata come corrosiva in sezione 2 senza che nel resto della SDS siano riportate adeguate indicazioni per la protezione dei lavoratori.
Tra le raccomandazioni espresse durante il workshop l’attenzione è stata puntata sull’adeguamento delle SDS ai più recenti requisiti normativi, sulla diffusione delle versioni più aggiornate, sulla personalizzazione degli usi, sul ruolo delle associazioni industriali, sul compito degli utilizzatori a valle nel controllo delle SDS che ricevono.
Abdulqadir Suleiman ha inoltre posto l’accento sull’importanza delle qualità di consistency della SDS, grazie alla quale si evitano contraddizioni logiche, e di coherence della SDS, grazie alla quale si garantisce continuità di senso e contenuto. Il relatore, infine, ha fatto emergere la criticità delle traduzioni, che devono essere sottoposte a una rilettura critica del risultato prima della loro diffusione.
Il caso dell’Italia
Il workshop ha presentato due focus nazionali, di cui uno sull’Italia. Nell’ambito del progetto REF-11 sul territorio italiano sono state controllate 181 SDS di aziende con ruoli diversi nella filiera: produttori (67), utilizzatori a valle (58), distributori (53) e importatori (3). I controlli sono stati fatti soprattutto in occasione di ispezioni in sito (156 casi, 86%).
Complessivamente – riferisce Carlo Muscarella, coordinatore nazionale del progetto in Italia, che ha presentato il quadro italiano – i risultati del REF-11 risultano abbastanza in linea con i risultati complessivi con, tuttavia, alcuni punti che meritano di essere osservati più in dettaglio.
Se la compliance delle SDS italiane con il nuovo formato richiesto Regolamento (UE) 2020/878 è maggiore rispetto alla media europea (93% vs. 87%), la compliance rispetto ad altri requisiti presenta una situazione diversa.
Le principali carenze delle SDS italiane
Carlo Muscarella ha illustrato i punti principali nei quali le SDS italiane risultano più carenti di quelle europee. La percentuale di compliance delle SDS italiane (ITA) è infatti minore rispetto alla media europea (EU) nei seguenti punti:
- soddisfacimento dei requisiti dei limiti specifici di concentrazione (SCL) (72% ITA vs. 82% EU)
- informazioni relative alle autorizzazioni in sottosezione 15.1 (63% ITA vs. 84% EU)
- informazioni sulle proprietà di interferenza endocrina (27% ITA vs 52% EU)
- proprietà chimico-fisiche in sottosezione 9.1 (70% ITA vs. 82% EU) e in sottosezione 9.2 (60% ITA vs. 75% EU).
In merito agli specifici obblighi REACH Carlo Muscarella sottolinea che i valori delle SDS italiane sono in linea con la media europea per quanto riguarda la lingua (Art. 31.5), gli scenari di esposizione (Art. 31.7) e la diffusione degli aggiornamenti delle SDS (Art. 31.9); esse invece hanno un livello di compliance più bassi della media europea (50% ITA vs. 65% EU) per quanto riguarda gli obblighi di fornitura delle SDS previsti dagli Art. 31.1 e Art. 31.3.
Sezione per sezione: un confronto tra Italia e la media europea
Anche l’Italia, come gli altri paesi interessati dal REF-11, ha restituito per una parte delle SDS esaminate (79 su 181 nel caso italiano) un quadro dettagliato, sezione per sezione, delle valutazioni degli ispettori.
Rispetto alla media europea le SDS italiane hanno mostrato maggiori criticità, registrando in tutte le sezioni percentuali più elevate di valutazioni di non correttezza o non plausibilità. Confrontando le singole sezioni, tale situazione è particolarmente marcata nel caso delle sezioni 5, 6, 8, 9, 13, dove il distacco del caso italiano dalla media europea è in tutti i casi superiore al 20%.
Le sezioni delle SDS italiane con maggiori criticità
Quando si esaminano le SDS considerando ciascuna delle 16 sezioni nella loro interezza, quelle che hanno presentato le maggiori criticità sono la Sezione 8 (73%) e la Sezione 9 (62%). Occorre tenere presente – sottolinea Carlo Muscarella – che gli ispettori italiani sono spesso anche ispettori del lavoro e hanno quindi una sensibilità spiccata per le tematiche di queste due sezioni. Nel dettaglio:
- le criticità della Sezione 8 sono dovute a mancanza o insufficienza di informazioni sui Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) oppure a carenze, errori o a una base legale non correttamente fornita per i limiti di occupazione professionale
- le criticità della Sezione 9 sono dovute al fatto che non è stata motivata l’assenza delle informazioni richieste, alla mancanza di informazioni disponibili o informazioni non coerenti con i componenti indicati nella SDS.
I tipi di criticità sono affini a quelli del Report generale del progetto REF-11.
Quali conclusioni possiamo trarne?
Le SDS sono da sempre una sfida importante per le aziende che le compilano e allo stesso tempo rappresentano una rilevante opportunità per garantire sicurezza e protezione della salute dell’uomo e dell’ambiente lungo tutta la filiera produttiva, dal produttore fino al consumatore finale.
Toxicon, esperta nella valutazione e nella redazione delle SDS, è conscia delle caratteristiche che deve possedere una corretta SDS e offre alle aziende supporto e consulenza per il controllo delle SDS dei loro fornitori e per la redazione delle proprie.
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