Ricorre oggi l’anniversario di uno dei più gravi incidenti chimici industriali avvenuti in Italia. Era il 10 luglio 1976 quando l’esplosione in una fabbrica chimica a Seveso ha esposto i residenti della zona ad alti livelli di diossina, con conseguenze molto gravi a breve termine e una grande preoccupazione per gli effetti a lungo termine. Un evento drammatico che ha messo sotto gli occhi di tutti la criticità degli impianti industriali in cui sono presenti quantità significative di sostanze pericolose.
A questo evento disastroso dobbiamo però anche l’avvio di una iniziativa a livello europeo, che portato a un intervento legislativo che ha concretamente mitigato negli anni i rischi di incidenti gravi.
La “direttiva Seveso”
In conseguenza dell’incidente avvenuto a Seveso, infatti, l’Europa ha promulgato la “Direttiva (82/501/CEE) sui rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali”, presto ribattezzata “direttiva Seveso”. La direttiva, recepita in Italia nel 1988, ha introdotto una prima serie di misure preventive e di notifiche per ridurre il rischio di attività pericolose.
Negli anni successivi la direttiva Seveso è stata modificata, dapprima con la direttiva 96/82 CEE e poi con la direttiva 2003/105/CE. La normativa oggi di riferimento in Italia è il Decreto Legislativo n. 105 del 26 giugno 2015 – che ha recepito la direttiva 2012/18/UE (Seveso III) – entrato in vigore il 29 luglio 2015. Questa direttiva contiene, oltre alle norme per la gestione dei rischi al fine di prevenire incidenti rilevanti connessi con le sostanze pericolose, prescrizioni per garantire l’informazione alla popolazione e per un’adeguata preparazione, prevenzione e risposta, nell’eventualità che tali incidenti si verifichino.
La normativa più recente tiene anche conto di alcune modifiche tecniche a livello europeo e internazionale nella classificazione delle sostanze chimiche.
Un modello per il settore
La direttiva Seveso è ampiamente riconosciuta come un punto di riferimento per le politiche in materia di incidenti industriali ed è stata presa a modello per la redazione della normativa in numerosi paesi del mondo.
L’applicazione della “direttiva Seveso”
L’ultima relazione quadriennale della Commissione sull’applicazione della direttiva mostra sia l’alto livello di rispondenza delle imprese europee ai requisiti, sia un numero progressivamente decrescente degli incidenti gravi negli oltre 11.000 stabilimenti censiti in Europa. Rispetto, infatti, al valore medio complessivo degli anni 2005-2022, in media inferiore a 30 incidenti rilevanti all’anno, nel periodo più recente (2019-2022) il numero degli incidenti è sceso a 22 incidenti.
Segno che l’applicazione corretta e completa della normativa può concretamente fare la differenza per la salute e la sicurezza dell’uomo e dell’ambiente.
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