Cari Colleghi,
il regime chimico post-Brexit continua a fare i conti con le proprie difficoltà attuative. Il governo britannico ha ufficialmente esteso le scadenze di registrazione UK REACH con uno statutory instrument, ossia un atto normativo del diritto britannico, pubblicato il 16 luglio ed efficace dal 6 agosto: i nuovi termini sono fissati al 27 ottobre 2029, 2030 e 2031, a seconda del tonnellaggio e della classificazione di pericolo delle sostanze.
Le precedenti scadenze di registrazione erano state scaglionate tra ottobre 2026 e ottobre 2030, dopo un primo rinvio già disposto nel 2023.
Non è la prima volta che Defra, il Dipartimento britannico per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali, si trova costretta a rinviare le scadenze: è la terza estensione concessa dall’introduzione del regime e, secondo la Chemical Business Association (CBA), l’associazione di categoria dell’industria chimica britannica, il continuo slittamento rischia di portare la piena conformità a quasi tredici anni di distanza dalla Brexit, con un impatto negativo su innovazione e crescita del settore. Durante un dibattito alla Camera dei Lord del 7 luglio, la ministra Baroness Hayman of Ullock ha comunque provato a rassicurare le imprese, dichiarando che il governo non intende concedere ulteriori proroghe – una promessa che, alla luce delle precedenti proroghe, è stata accolta con comprensibile prudenza dagli operatori del settore.
Alla base del nuovo slittamento c’è lo sviluppo dell’Alternative Transitional Registration Model (ATRm), il meccanismo con cui le aziende potranno fornire alle autorità britanniche solo alcune informazioni, senza dover replicare integralmente i dossier già depositati presso ECHA nell’ambito del Regolamento REACH europeo.
Il tema si intreccia con la più ampia questione dell’allineamento normativo tra Londra e Bruxelles, in particolare sui PFAS: nella sua risposta formale alle raccomandazioni dell’Environmental Audit Committee, la commissione parlamentare britannica competente per le politiche ambientali, il governo ha confermato l’intenzione di rinviare restrizioni autonome sui PFAS per attendere e recepire l’esito del percorso normativo europeo, salvo motivi validi di divergenza. Una linea coerente con quanto già dichiarato in audizione parlamentare da funzionari Defra, secondo cui il Regno Unito intende attendere le decisioni dell’UE prima di agire, pur seguendo nel frattempo un modello “dal basso” basato su restrizioni mirate su singole sostanze anziché su un divieto generalizzato come quello allo studio a Bruxelles.
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lo staff di Toxicon
REGOLAMENTO REACH E DINTORNI
Aggiornato il video tutorial sulla rendicontazione delle microplastiche. È disponibile la nuova versione del video tutorial dedicato agli obblighi di reporting previsti dalla restrizione sulle microplastiche. L’aggiornamento illustra in particolare la nuova funzionalità di aggiornamento del dossier, resa necessaria dalle recenti modifiche al formato IUCLID. Un utile strumento per le aziende che devono mantenere la propria documentazione in linea con i requisiti normativi (YouTube).
Svezia: proposta di divieto nazionale sui PFAS in alcuni prodotti di consumo. Il governo svedese ha pubblicato una proposta di divieto nazionale sui PFAS in cinque categorie di prodotti di consumo: abbigliamento e calzature, prodotti impermeabilizzanti per tessuti e scarpe, cosmetici, utensili da cucina e sciolina. Il divieto scatterebbe superati determinati valori limite, con alcune eccezioni previste per i prodotti usati e per i capi contenenti materiali riciclati. La misura anticipa la più ampia restrizione PFAS attualmente in discussione a livello UE nell’ambito del REACH, la cui adozione non è attesa prima di qualche anno, e cesserebbe di applicarsi non appena la normativa europea entrasse in vigore. L’entrata in vigore è fissata al 1° gennaio 2028.
REGOLAMENTO CLP
Consultazioni pubbliche su classificazioni ed etichettature armonizzate. Sono state avviate le consultazioni pubbliche sulle proposte di classificazione ed etichettatura armonizzata (CLH) per sei sostanze chimiche. Si tratta di paclobutrazol e pendimethalin, entrambi utilizzati come agenti fitosanitari, del chlorantraniliprole, insetticida della famiglia delle diamidi antranilliche, del composto organostannico 2-ethylhexyl 10-ethyl-4,4-dimethyl-7-oxo-8-oxa-3,5-dithia-4-stannatetradecanoate e infine dell’1,3-dimethylimidazolidin-2-one e del benzyl benzoate, quest’ultimo comunemente impiegato anche come repellente e fissativo in profumeria. Le aziende, le associazioni di categoria e tutti gli stakeholder interessati sono invitati a presentare le proprie osservazioni tecniche e scientifiche sulle proposte di classificazione entro la scadenza fissata al 28 agosto 2026, un passaggio importante del processo che porterà poi all’adozione formale della classificazione armonizzata a livello europeo (ECHA).
Nuove intenzioni e proposte di classificazione ed etichettatura armonizzata. È stata presentata una nuova intenzione di classificazione per il tetraidrofurano, mentre sono state depositate tre proposte relative a γ-butirrolattone, 2,2′-dimetil-2,2′-azodipropiononitrile (AIBN) e benzovindiflupyr, quest’ultimo un fungicida di recente introduzione. Per alcune di queste sostanze nome chimico, numero EC e/o CAS restano ancora da confermare (ECHA).
REGOLAMENTO BIOCIDI
Etanolo PT1, 2, 4: pubblicato il Competent Authority Report (CAR). ECHA ha pubblicato il Competent Authority Report (CAR) per l’etanolo nei tipi di prodotto (PT) 1, 2 e 4, che fornisce i valori tossicologici, ecotossicologici e ambientali di riferimento necessari per le valutazioni del rischio dei prodotti. Il documento consente alle aziende di avviare la propria strategia regolatoria, incluse l’analisi delle lacune di dati (Data Gap Analysis) e la valutazione preliminare del rischio (Preliminary Risk Assessment) per i dossier di autorizzazione dei prodotti disinfettanti a base di etanolo.
Francia: forte aumento delle tariffe ANSES per i biocidi. Il decreto ministeriale francese (arrêté) del 4 giugno 2026 ha introdotto una revisione sostanziale delle tariffe dovute all’ANSES, l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro, per l’approvazione di sostanze attive biocide e l’autorizzazione dei prodotti biocidi, abrogando il precedente arrêté del novembre 2017. Gli aumenti riguardano la maggior parte delle procedure – approvazioni di sostanze attive, autorizzazioni di prodotto, rinnovi, modifiche – con punte di incrementi fino all’87,5%, mentre restano sostanzialmente invariate le tariffe relative alla procedura di autorizzazione semplificata prevista dall’articolo 25 del Regolamento Biocidi. Le nuove tariffe si applicheranno rigorosamente a tutte le fatture emesse a partire da agosto 2026: le aziende con richieste in programma in Francia dovranno tenerne conto nella pianificazione dei relativi budget regolatori.
Aggiornato l’Efficacy Technical Agreement (EFF-TAB) per i repellenti PT19. ECHA ha pubblicato il 30 giugno 2026 l’aggiornamento dei Technical Agreements for Biocides – Efficacy (EFF-TAB), il documento che raccoglie gli orientamenti tecnici condivisi sulla valutazione dell’efficacia dei biocidi, con la nuova voce n. 36 dedicata ai repellenti del tipo di prodotto 19 (PT19): il chiarimento riguarda l’interpretazione degli studi di efficacia nei casi in cui una o più repliche non mostrino protezione al primo punto di osservazione. Si tratta di un aggiornamento contenuto ma con implicazioni pratiche per le rivendicazioni di repellenza, incluse quelle basate sul Complete Protection Time, ossia la durata della protezione completa garantita dal prodotto, o sulle soglie ≥80%/≥90%. Trattandosi di un chiarimento del documento di orientamento esistente, si applica immediatamente sia alle approvazioni di sostanze attive sia alle autorizzazioni di prodotto.
REGOLAMENTO COSMETICI
Cosmetici: al via dal 31 luglio l’obbligo di etichettatura per 56 nuovi allergeni delle fragranze. Entra in vigore il 31 luglio 2026 l’applicazione del Regolamento (UE) 2023/1545, che estende a 56 nuove sostanze l’obbligo di dichiarazione degli allergeni da profumo in etichetta, portando il totale a 80 sostanze da segnalare quando superano lo 0,001% nei prodotti da lasciare in posa e lo 0,01% in quelli da risciacquo. Si tratta della modifica più significativa in materia da vent’anni a questa parte: le aziende sono chiamate ad aggiornare il Product Information File (PIF), il fascicolo informativo del prodotto, verificare le concentrazioni di allergeni con i fornitori di materie prime e rivedere le etichette prima di questa data, mentre i prodotti già immessi sul mercato potranno essere venduti fino al 31 luglio 2028.
APPROFONDIMENTO
Aggiornata la guida sulla selezione dei livelli di dose per gli studi di tossicità riproduttiva. Dopo un confronto con stakeholder e CRO (Contract Research Organisations, organizzazioni specializzate nella conduzione di studi e sperimentazioni per conto delle aziende), è stato aggiornato il documento di orientamento sulla selezione dei livelli di dose negli studi di tossicità riproduttiva, pubblicato per la prima volta nel gennaio 2022. Tra le novità, maggiori chiarimenti su situazioni di relazione dose-risposta ripida e di grave sofferenza animale, con nuovi riferimenti a documenti guida pertinenti, oltre a esempi più dettagliati e scenari aggiuntivi pensati per ridurre ambiguità e interpretazioni errate (ECHA).
Come richiedere le tariffe ridotte: cosa devono fare le PMI. Le micro, piccole e medie imprese (PMI) che operano nel settore chimico nell’UE dovranno prestare attenzione: a partire dal 5 febbraio 2027 sarà necessario presentare domanda in anticipo per poter beneficiare delle tariffe ridotte previste da REACH e CLP. Per capire cosa cambia e come funziona la nuova procedura, ECHA organizza un webinar il 5 novembre 2026, dalle 11:00 alle 13:00 (ora di Helsinki), aperto sia a chi richiede per la prima volta di beneficiare della riduzione tariffaria prevista per le PMI e sia alle aziende già pratiche della vecchia procedura (iscrizione al webinar).
EFSA abbassa i valori di sicurezza per il TFA: le ONG chiedono il bando dei pesticidi PFAS. EFSA ha pubblicato il parere scientifico atteso da tempo sul TFA (acido trifluoroacetico), un metabolita comune di diversi pesticidi appartenenti alla famiglia dei PFAS che si sta accumulando su scala planetaria in acque, cereali, alimenti vegetali e persino nel vino. L’Agenzia ha ridotto la dose giornaliera accettabile a 0,014 mg/kg di peso corporeo al giorno, un taglio del 72% rispetto al valore in vigore dal 2017, riconoscendo effetti critici su tiroide, fegato, sviluppo scheletrico e qualità dello sperma. La revisione arriva dopo che il Comitato di valutazione del rischio (RAC) di ECHA aveva già classificato il TFA come tossico per la riproduzione di categoria 1B. Il Pesticide Action Network Europe (PAN Europe), rete europea di organizzazioni impegnate nella riduzione dell’uso dei pesticidi, e Générations Futures, associazione francese attiva nella tutela della salute e dell’ambiente, accolgono con favore il passo avanti ma lo giudicano ancora insufficiente, segnalando lacune sulla genotossicità e sulla neurotossicità dello sviluppo, e rilanciano la richiesta di un divieto immediato di tutti i pesticidi PFAS (PAN Europe).
Regno Unito: consultazione HSE sulla restrizione PFAS nelle schiume antincendio. L’HSE, autorità competente per UK REACH, ha confermato che restringere l’uso dei PFAS nelle schiume antincendio è una misura appropriata per tutelare ambiente e salute. Dopo la fase sulla valutazione del rischio, è ora aperta la consultazione sui soli aspetti socioeconomici della proposta, con scadenza fissata al 7 settembre 2026.
Un nuovo quadro metodologico per valutare il rischio degli additivi nelle materie plastiche. Una task force ECETOC (European Centre for Ecotoxicology and Toxicology of Chemicals), organizzazione scientifica dell’industria chimica, ha sviluppato un quadro metodologico modulare per valutare i rischi sanitari e ambientali degli additivi plastici, utile alle aziende in fase di progettazione di materiali più sicuri. Il lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica Environment International, colma un vuoto metodologico considerando fattori quali il tipo di legame chimico dell’additivo e la probabilità che questo migri dal polimero. Il metodo, articolato in cinque fasi, è illustrato con esempi relativi ad additivi quali alfa-tocoferolo, butilidrossitoluene (BHT) e fosfiti, impiegati in diverse applicazioni.
Chemicals Omnibus: le commissioni del Parlamento europeo approvano l’accordo provvisorio. Le commissioni ENVI (Ambiente, clima e sicurezza alimentare) e IMCO (Mercato interno e protezione dei consumatori) del Parlamento europeo hanno approvato lo scorso 14 luglio, con 110 voti favorevoli, dieci contrari e cinque astensioni, l’accordo provvisorio raggiunto dai co-legislatori sul Chemicals Omnibus, il pacchetto di semplificazione della normativa chimica europea, avvicinando il testo all’adozione definitiva nonostante le riserve della Danimarca sui tempi di transizione più lunghi per le sostanze CMR (cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione) nei cosmetici.
Il compromesso si discosta significativamente dalla proposta originaria della Commissione e prevede transizioni tra 12 mesi e cinque anni e tre mesi dalla classificazione di una sostanza come CMR alla sua rimozione dal mercato: tempi più brevi rispetto alla proposta della Commissione, ma comunque più lunghi degli attuali 6-12 mesi. Il testo dovrà ora ricevere il via libera definitivo del Parlamento in plenaria a ottobre e l’approvazione formale del Consiglio (Consiglio dell’Unione europea).
Silice amorfa sintetica: ECHA apre alla possibilità di ritirare e ripresentare la proposta di classificazione armonizzata (CLH). ECHA ha aperto alla possibilità di ripresentare la proposta olandese di classificazione armonizzata (CLH) della silice amorfa sintetica (SAS) come STOT-RE 1, la categoria più severa per la tossicità specifica per organi bersaglio in caso di esposizione ripetuta, per risolvere i dubbi sull’identità della sostanza sollevati dall’industria – pur riconoscendo che ciò ritarderebbe il processo e introdurrebbe incertezza sulla proposta già sostenuta dal RAC. Restano aperte le questioni sull’ambito di applicazione e sulla distinzione tra processi produttivi. Il RIVM, l’Istituto nazionale olandese per la salute pubblica e l’ambiente, che ha presentato il dossier, non considera al momento questa l’opzione preferita.
DA LEGGERE SOTTO L’OMBRELLONE
Il Gattopardo — Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Feltrinelli, 2026)
Un grande classico che non passa mai di moda: Il Gattopardo, il capolavoro dello scrittore siciliano pubblicato postumo nel 1958 e vincitore del Premio Strega. La storia del principe Fabrizio Salina, che assiste al tramonto della sua classe durante lo sbarco dei Mille, resta una delle riflessioni più acute mai scritte sul cambiamento e sull’illusione di poterlo controllare: “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.
L’onda che verrà. Intelligenza artificiale e potere nel XXI secolo — Mustafa Suleyman (Garzanti, 2024)
Cofondatore di DeepMind e oggi CEO di Microsoft AI, Suleyman firma un saggio che affronta di petto uno dei temi più urgenti dei nostri anni: come gestire l’ondata di trasformazione portata da intelligenza artificiale e biotecnologie. Una riflessione equilibrata su rischi e opportunità, scritta da chi l’innovazione la costruisce dall’interno.
L’ordine del tempo — Carlo Rovelli (Adelphi, 2017)
Il fisico teorico italiano, tra i padri della gravità quantistica a loop, ci accompagna in un viaggio che smonta pezzo per pezzo la nostra intuizione più radicata: che il tempo scorra in modo uniforme e universale. Un saggio breve, poetico e rigoroso allo stesso tempo, capace di far sembrare la fisica quasi letteratura.
Un mondo immenso. Come i sensi degli animali rivelano i regni nascosti intorno a noi — Ed Yong (La Nave di Teseo, 2025)
Il giornalista scientifico premio Pulitzer esplora come gli animali percepiscono la realtà attraverso sensi che noi umani non possediamo: ecolocalizzazione, campi magnetici, vibrazioni. Un libro che cambia per sempre il modo di guardare il mondo naturale che ci circonda.
Breve storia di (quasi) tutto — Bill Bryson (TEA, 2019)
Un classico della divulgazione scientifica che, con l’inconfondibile ironia dell’autore, ripercorre le grandi domande della scienza: dal Big Bang all’evoluzione della vita, passando per la geologia e la chimica. Perfetto per chi vuole riscoprire la meraviglia di capire come funziona l’universo, senza mai annoiarsi.
Il custode — Niccolò Ammaniti (Einaudi, 2026)
Il grande ritorno letterario del 2026: Ammaniti torna alla sua cifra più riconoscibile, il romanzo di formazione venato di thriller, con la storia di Nilo Vasciaveo, tredicenne cresciuto in uno sperduto borgo siciliano dove la sua famiglia custodisce da generazioni un segreto oscuro e letale. Il suo romanzo d’amore più spaventoso, tra mitologia greca e inquietudine adolescenziale.
Creature luminose — Shelby Van Pelt (Mondadori, 2026)
Consigliato da Bill Gates nella sua ultima lista di letture, questo romanzo racconta la storia di una vedova che stringe un’insolita amicizia con un polpo del Pacifico. “Mi ha aiutato a dare un po’ più senso all’invecchiare”, ha scritto Gates, definendolo “il modo perfetto per iniziare il mio prossimo decennio di vita”.
